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  • Donato ai nostri Musei Provinciali un dipinto di Bruno Trevisan

    110 anni fa nasceva Edoardo de Leitenburg (Pola, 24 febbraio 1912 – Gorizia, 7 febbraio 1998), un nome ancora oggi noto negli ambienti musicali cittadini. Negli anni Trenta Edy, come lo chiamavano gli amici, mise in piedi una sua orchestra che divenne l’anima dei pomeriggi festivi danzanti alla sala dell’UGG, ma la vena jazzistica delle sue esecuzioni conquistò anche i soldati americani di stanza in città nel dopoguerra. Edy fu anche valente compositore e nel 1957 la sua canzone “Il mio cielo” fu interpretata da Carla Boni e da Luciano Virgili al Festival di San Remo nella sezione degli autori indipendenti.

    Proprio nelle vesti di musicista lo ha colto Bruno Trevisan in un dipinto del 1934 recentemente donato ai Musei Provinciali di Gorizia, gestiti da ERPAC FVG, per volontà della figlia Ingrid.

    Di Gorizia, Edy avrebbe condiviso anche le esperienze dolorose della seconda guerra mondiale e in particolare l’internamento nei mesi di maggio e giugno del 1945, quando fu rinchiuso con Tullio Crali ad Aidussina e a Idria. Ne lasciò testimonianza in un memoriale pubblicato postumo nel 2004 con il titolo “Sull’orlo della foiba”. Un racconto, come scrive Biagio Marin nella postfazione, “sereno, distaccato, privo di odio, lontano dallo spirito di vendetta, direi ingenuo come un quadro naif”, scritto per non dimenticare quanti non fecero più ritorno, ma anche come stimolo per “una reciproca rinuncia allo spirito di vendetta, la reciproca comprensione, il reciproco rispetto”, valori che nel tempo pagano.
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