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  • Notomie. Disegni inediti di Mario Di Iorio

    “Notomie. Disegni inediti di Mario di Iorio” propone una visuale insolita, quasi personale dell'artista goriziano. Nella mostra, organizzata dall'Erpac e ospitata a Palazzo Attems Petzenstein, non vengono infatti esposte le grandi ed energiche tele ben note al pubblico, ma i disegni realizzati nelle ore di studio all'Accademia di Venezia sotto la guida del professor Alberto Lolli che, nel 2015, ha depositato questo corpus di ottantacinque disegni presso i Musei Provinciali di Gorizia. Si tratta degli schizzi tratteggiati da Di Iorio fra il 1982 e il 1986 negli anni in cui seguiva da studente le lezioni dello stesso Lolli, allora giovane docente di Anatomia artistica presso l'ateneo veneziano e futuro riferimento nello studio della disciplina anche grazie alla pubblicazione di testi dedicati alla didattica della rappresentazione artistica del corpo umano. Da Lolli venivano le esortazioni a imparare a rispettare le regole positive della rappresentazione per poi osare trasgredirle, compiendo scelte talvolta azzardate ma comunque autonome, capaci di rivelare la personalità e le inclinazioni del singolo studente soprattutto in riferimento alla prospettiva e alle proporzioni. I diciotto fogli, impaginati e ordinati già al termine del percorso accademico, rivelano i momenti salienti della ricerca formativa e il sentire autonomo di Mario Di Iorio, capace di decostruire composizioni bilanciate per dar vita a ricostruzioni visionarie di notevole impatto, talvolta capaci di trascendere dal livello di studio per raggiungere quello di opera d'arte conclusa. Nato a Tarvisio (UD) nel 1958, scomparso tragicamente a Gorizia nel luglio 1999, Mario Di Iorio frequenta dapprima l'Istituto d'Arte di Gorizia sotto la guida di Cesare Mocchiutti e successivamente l'Accademia di Belle Arti di Venezia dove ha come maestro Emilio Vedova. Terminati gli studi diventa assistente di Anatomia presso la cattedra di Alberto Lolli sempre a Venezia e, successivamente, assistente di Pittura presso la cattedra di Mario Scirpa all'Accademia di Belle Arti di Brera.
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  • Notte dei Musei: ingresso gratuito nei musei di Borgo Castello

    In occasione della Notte dei Musei, sabato 19 maggio 2018 si svolgerà un'apertura straordinaria dei musei di Borgo Castello (Museo della Grande Guerra e Museo della Moda e delle Arti Applicate) dalle 9.00 alle 22.00 con ingresso gratuito.

    Nella serata si svolgeranno inoltre le visite guidate gratuite:
    - 19.30 per il Museo della Moda e dele Arti Applicate a cura di Raffaella Sgubin;
    - 20.30 per il Museo della Grande Guerra a cura di Barbara Spanedda.
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  • Hans Steiner_Rio\Il segno ritrovato

    Realizzata e promossa dall'Associazione Culturale Ethos in collaborazione con Erpac, "Hans Steiner_Rio\Il segno ritrovato" è la prima antologica di un artista a buon diritto considerato ambasciatore dei due mondi. Nato a Graz nel 1910, Steiner ha infatti tracorso parte dell'adolescenza fra Gorizia e Grado da cui, nel 1930, si è trasferito in Brasile. Qui ha avuto l'opportunità di sviluppare appieno le proprie doti dedicandosi prevalentemente all'incisione e alla pittura sotto la guida dell'artista fiorentino Carlos Oswald. Proprio attraverso l'incisione ha approfondito – a partire dagli anni Cinquanta – lo studio e la conoscenza delle popolazioni indigene dell'Amazzonia, divenute uno dei soggetti privilegiati delle sue opere sia nei loro modi di vita sia indagando il loro habitat naturale. Dopo vari rientri in Europa legati a specifiche occasioni espositive, dal 1970 si è stabilito definitivamente a Gorizia continuando a lavorare fino alla scomparsa, avvenuta quattro anni più tardi. La mostra di Palazzo Attems ripercorre la vicenda artistica del Maestro attraverso centinaia di lastre, oltre trecento incisioni (fra cui numerose prove di stampa) e persino un suo quaderno autografo messi a disposizione dalla collezione privata di Laura Muzzo e ordinati da un comitato scientifico composto da Giancarlo Pauletto, Paulo Leonel Gomes Vergolino (maggior esperto brasiliano di Hans Steiner), Alessandro Quinzi e Franco Dugo. Attraverso varie tecniche incisorie, le opere di Steiner (che deve l'appellativo "Rio" proprio alla sua lunga permanenza brasiliana) testimoniano un lucido sguardo sulla realtà in cui l'artista mostra di essere immerso senza preconcetti, tributando analoga attenzione alla cultura europea "civilizzata" e a quella "primitiva" dell'Amazzonia senza mai perdere l'efficacia del segno.
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  • Ingresso gratuito ai Musei Provinciali di Gorizia

    Come ogni prima domenica del mese anche domenica 1° luglio l'ingresso ai Musei Provinciali di Gorizia sarà gratuito.

    BORGO CASTELLO 13, orario 9.00-19.00. Museo della Grande Guerra, Museo della Moda e delle Arti Applicate, Collezione archeologica e mostra “Gli alberi di San Martino del Carso” (che sarà aperta fino al 16 settembre, con orario 9.00-19.00, chiuso lunedì).

    PALAZZO ATTEMS PETZENSTEIN, Piazza De Amicis 2, orario 10.00-18.00; Pinacoteca e mostra “Sergio Altieri. Il colore appassionato. Opere 1949 - 2018”. Alle 16.00 ci sarà la visita guidata gratuita alla mostra; la mostra è stata prorogata al 19 agosto (orario 10.00-18.00, chiuso lunedì; sabato e domenica ore 16.00 visita guidata compresa nel biglietto).
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  • Ex Universa Philosophia

    La mostra ripropone, a distanza di 25 anni, l’esposizione di analogo titolo organizzata dai Musei Provinciali, curata da Maddalena Malni Pascoletti e dedicata alle Thesenblätter. Si tratta di un particolare tipo di incisioni, anche di formato monumentale, comprendenti una parte figurata dedicata a temi storico-genealogici, religiosi o più raramente scientifici. Negli spazi lasciati in bianco dalla figura viene riportata una parte scritta dedicata alla tesi discussa da un candidato presso un liceo o un'università nel corso del XVII e XVIII secolo. La collezione dei Musei Provinciali consta di venti Thesenblätter (termine tedesco di cui non esiste un perfetto corrispondente italiano), una discussa presso l'Università di Graz mentre le altre diciannove sono state pubblicate in occasione di dispute filosofiche presso il collegio gesuitico di Gorizia fra il 1695 e il 1756. A tali incisioni, già note ed esposte, è stata affiancata in questa occasione un’inedita tesi con San Gennaro del 1773. Così come l'80% delle incisioni finora note e pubblicate provenienti da altre scuole e università, anche i fogli di tesi goriziani sono stati stampati ad Augusta e fra i temi prevalenti spiccano l'Assunzione, l'Immacolata Concezione, episodi del Vecchio Testamento, scene della Passione di Cristo ed episodi tratti dagli Atti degli Apostoli.
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  • Proroga mostra “Sergio Altieri. Il colore appassionato. Opere 1949 - 2018”

    La mostra “Sergio Altieri. Il colore appassionato. Opere 1949-2018” ospitata presso la Pinacoteca di Gorizia sarà prorogata fino al 19 agosto 2018.

    Ulteriori informazioni sulla mostra nella pagina dedicata.
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  • Pausig Venuto. Danubius umbratilis

    Il fiume può essere confine. Il fiume può essere tangenza. Il fiume può essere anche storia. Il racconto dei popoli che hanno abitato sulle sue sponde e che per vari motivi sono entrati in contatto o hanno viceversa tentato di preservare le loro tipicità. È questo il sottotesto, estremamente attuale, di “Danubius Umbratilis” la mostra organizzata da Erpac e ospitata nelle sale al pianterreno di Palazzo Attems. L'esposizione ispirata alla raccolta di racconti "Danubio" di Claudio Magris, propone un confronto fra le parole dello scrittore e la loro diversa interpretazione da parte di due artisti. Da una parte le carte intelate realizzate a tecnica mista da Gian Carlo Venuto manifestano la pacatezza e la razionalità della civiltà latina mentre con i suoi riferimenti tratti dall’art deco, dal fauvismo e dall’arte giapponese Sergio Pausig compone lussureggianti composizioni vegetali che propongono un vitalismo allusivo alla “barbarie”. Interrogarsi sul senso del confine, sull'innocenza o la follia di muri e valli, sulla necessità o ineluttabilità di un dialogo fra civiltà sono i quesiti che si pone Magris, le cui parole fanno da sfondo al lavoro dei due artisti, sviluppato attraverso calcografie, disegni, dipinti. Le immagini propongono un serrato confronto fra l'urgere della storia e una memoria sepolta, con sullo sfondo le rovine di Carnuntum, centro in cui l'imperatore Marco Aurelio ha scritto più di 1800 anni fa il secondo libro dei suoi "Colloqui". Nelle opere di Venuto (artista attivo a Gorizzo, frazione di Camino al Tagliamento, e Milano, dove insegna Decorazione all'Accademia di Brera) si possono riconoscere citazioni dagli affreschi pompeiani, dalle pitture catacombali e un recupero raffinato delle sinopie. L'inconscio e la barbarie, evocativamente sintetizzate nel reiterarsi di un albero della vita talmente rigoglioso da trascendere i bordi del dipinto trovano invece espressione nelle carte di Venuto, pittore goriziano che vive tra Venezia e Palermo, dove è titolare della Cattedra di Decorazione all'Accademia di Belle Arti, coordinatore del Corso di Progettazione della moda.
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  • Proroga mostra “Gli alberi di San Martino del Carso”

    La mostra “Gli alberi di San Martino del Carso”, ospitata presso il Museo della Grande Guerra di Gorizia, dove sono esposti l’Albero Isolato di Valloncello e l’Albero Storto, simboli della distruzione che ha portato il primo conflitto modiale nei territori di San Martino del Carso assieme ad una serie di cartoline scritte dal tenente ungherese László Szüts, corredate da mazzolini di fiori essiccati, colti accanto alle trincee o in mezzo a paesi diroccati e ottimamente conservati, è stata prorogata fino a domenica 23 settembre.

    Ulteriori informazioni sulla mostra nella pagina dedicata.
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  • Ingresso gratuito ai Musei Provinciali di Gorizia

    L’ingresso alle sedi museali goriziane (Borgo Castello 13 e Palazzo Attems Petzenstein) sarà gratuito nei
    giorni 22-23 settembre (Giornate europee del patrimonio) e 27-30 settembre (Gusti di frontiera).

    In occasione delle Giornate europee del patrimonio l’offerta di visite guidate gratuite è concentrata a Borgo Castello con un doppio appuntamento.
    22 e 23 settembre:
    • h 11.00 L’atelier dei fiori. Gli abiti di Roberto Capucci incontrano le immagini di Massimo Gardone
    • h 16.00 Museo della Grande Guerra e mostra Gli alberi di San Martino del Carso

    Per Gusti di frontiera, invece, l’offerta di visite guidate gratuite si concentra su Palazzo Attems Petzenstein dove sarà in corso una nuova mostra.
    27, 28, 29 e 30 settembre:
    • h 16.00 Sogni di latta… e di cartone. Tabelle pubblicitarie italiane. 1900-1950
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  • Chiusura della biblioteca dei Musei Provinciali

    Mercoledì 26 settembre la Biblioteca dei Musei Provinciali resterà chiusa per dare modo al personale di frequentare un corso di aggiornamento.
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  • Enzo Valentinuz. Carso non solo pietre

    Ricordare la Grande Guerra evocandola con i materiali che ha lasciato sul terreno: schegge di pietra, frammenti di filo spinato, ma soprattutto memorie, trasformate nella speranza che quanto successo non si ripeta. Sono questi i presupposti alla base di “Carso: non solo pietre”, la personale di Enzo Valentinuz ospitata nelle sale espositive dei Musei Provinciali di Borgo Castello come omaggio a uno degli eventi che hanno maggiormente segnato l'età contemporanea. La mostra, realizzata da Erpac in collaborazione con l'associazione culturale Lapis e curata dal critico Diego Collovini, propone alcune delle creazioni più recenti del Maestro che da diverso tempo, dopo aver sperimentato la tecnica del graffito su intonaco, ha accolto le pietre come materiale artistico di grande significato simbolico. Pazientemente raccolte nel corso di solitarie escursioni, le schegge del Carso vengono usate per costruire dei percorsi della memoria che evocano i muretti a secco dell'altopiano triestino, ma possono anche fingere i caduti martoriati dallo scoppio delle granate o alludere agli aquiloni dei bambini il cui volo è stato spezzato dal rumore delle mitragliatrici. Altre volte il significato assunto da queste pietre si alleggerisce soffermandosi sulla riflessione indotta da oggetti apparentemente neutri come le finestre, la cui chiusura o apertura diviene metafora dell'atteggiamento individuale nei confronti del mondo e degli altri. Ma il pensiero può anche divenire più personale e condurre indietro nel tempo: agli anni della scuola in particolare, quando il desiderio maggiore era bearsi del possesso di una scatola di colori comprendente tutto l'arcobaleno. Originario di Romans d'Isonzo, dove vive e opera, allievo di Cesare Mocchiutti all'Istituto Statale d'Arte di Gorizia e successivamente studente dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, con questa mostra Valentinuz conferma la propria capacità di ascoltare le storie che il territorio non cessa di narraree che possono assumere un significato di portata universale.
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  • Ingresso gratuito ai Musei Provinciali di Gorizia

    Come ogni prima domenica del mese, anche domenica 7 ottobre 2018 le sedi museali di Borgo Castello e di Palazzo Attems Petzenstein dei Musei Provinciali di Gorizia garantiranno l’ingresso gratuito.

    Sarà questo l’ultimo weekend utile per visitare la sezione "L'ornamento scintillante" del Museo della Moda e delle Arti Applicate (Borgo Castello, 13), che molto presto cambierà il suo allestimento per far spazio ad un nuovo stimolante tema. Ancora pochi giorni, quindi, per ammirare gli spettacolari abiti confezionati dalla maison parigina delle sorelle Callot e quelli appartenuti a Margaret Stonborough Wittgenstein, e per meravigliarsi di fronte ai vari espedienti per fare brillare le vesti, di volta in volta al chiarore delle candele, dei lumi a petrolio, a gas o, infine, della luce elettrica con paillettes, strass, perline di vetro e filati metallici.


    Borgo Castello, 13 - Gorizia (GO)

    Museo della Grande Guerra, Museo della Moda e delle Arti Applicate, Collezione Archeologica e mostra “L’atelier dei fiori. Gli abiti di Roberto Capucci incontrano le immagini di Massimo Gardone”.

    Orario di apertura dalle 9.00 alle 19.00



    Palazzo Attems Petzenstein
    Piazza Edmondo De Amicis, 2 - Gorizia (GO)

    Pinacoteca e mostra “Sogni di latta… e di cartone. Tabelle pubblicitarie italiane 1900-1950”.

    Orario di apertura dalle 10.00 alle 18.00

    Alle 11.00 concerto con ingresso gratuito “Un aperitivo classico a Palazzo Attems. Emozione e razionalità”.
    Alle 16.00 visita guidata gratuita alla mostra a cura di Musaeus Società Cooperativa.



    Per informazioni:
    Tel: +39 348 1304726
    @: musei.erpac@regione.fvg.it
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  • Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo F@Mu 2018

    Anche quest’anno torna la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo: un appuntamento annuale per invitare i bambini ed anche i loro genitori a scoprire le bellezze di tanti Musei e siti archeologici. I Musei Provinciali di Gorizia, che da qualche anno aderiscono a questa iniziativa, propongono visite guidate gratuite alla mostra “L’atelier dei fiori. Gli abiti di Roberto Capucci incontrano le immagini di Massimo Gardone”, che si terranno domenica 14 ottobre alle ore 12.00 e alle ore 17.00, presso il Museo della Moda e delle Arti Applicate (Borgo Castello, 13).

    Il tema di quest’anno è “PICCOLO ma PREZIOSO!”: abbiamo scelto, quindi, di puntare la nostra attenzione sui fiori, a cui spesso nessuno di noi presta attenzione, ma che hanno un ruolo fondamentale nella nostra vita, soprattutto in queste giornate in cui si parla dei cambiamenti climatici che stanno colpendo il nostro pianeta. La rosa, la peonia e l’orchidea sono le protagoniste della mostra “L’atelier dei fiori”, in cui gli abiti di Roberto Capucci dialogano con le immagini di Massimo Gardone. Capucci, che ama molto i fiori e la natura, è riuscito a realizzare con la seta capolavori che ricordano nelle forme i petali e i colori dei fiori, e ha trovato nella foto di Massimo Gardone un ottimo alleato per farci cogliere alcuni dettagli degli abiti.

    In occasione della Giornata, i Musei Provinciali di Gorizia propongono inoltre alle ore 16.00 una visita guidata gratuita alla mostra “Sogni di latta… e di cartone. Tabelle pubblicitarie italiane 1900-1950”, a cura di Musaeus Società Cooperativa, presso Palazzo Attems Petzenstein.

    Le visite guidate alle mostre saranno gratuite con ingresso a pagamento.


    Borgo Castello, 13 - Gorizia (GO)
    - Museo della Grande Guerra
    - Museo della Moda e delle Arti Applicate
    - Collezione Archeologica
    - Mostra “L’atelier dei fiori. Gli abiti di Roberto Capucci incontrano le immagini di Massimo Gardone”.

    Orario di apertura dalle 9.00 alle 19.00
    Biglietti d'ingresso (biglietto unico per tutti i musei con sede in Borgo Castello):
    Biglietto intero: 6€
    Biglietto ridotto: 3€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni)
    Biglietto gratuito: insegnanti con scolaresche; accompagnatori turistici o guide; giornalisti; disabili e accompagnatori; tutti la prima domenica del mese
    Biglietto scolaresche senza visita guidata: 1€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)
    Biglietto scolaresche con visita guidata: 3€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito).



    Palazzo Attems Petzenstein
    Piazza Edmondo De Amicis, 2 - Gorizia (GO)

    Pinacoteca e mostra “Sogni di latta… e di cartone. Tabelle pubblicitarie italiane 1900-1950”.

    Orario di apertura dalle 10.00 alle 18.00
    Biglietti d'ingresso:
    Biglietto intero: 6€
    Biglietto ridotto: 3€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni)
    Biglietto gratuito: insegnanti con scolaresche; accompagnatori turistici o guide; giornalisti; disabili e accompagnatori; tutti la prima domenica del mese
    Biglietto scolaresche senza visita guidata: 1€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)
    Biglietto scolaresche con visita guidata: 3€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito).


    Per chi volesse visitare sia la Pinacoteca che i musei di Borgo Castello (Museo della Grande Guerra, Museo della moda, Collezione Archeologica) comprese le mostre, è possibile acquistare un unico biglietto cumulativo:
    - intero 7€
    - ridotto 4€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).


    Per informazioni:
    Tel: +39 348 1304726
    @: didatticamusei.erpac@regione.fvg.it


    L’evento è organizzato da ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia. Servizio Musei e Archivi Storici
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  • Ingresso gratuito ai Musei Provinciali di Gorizia

    Come ogni prima domenica del mese, anche domenica 4 novembre 2018 le sedi museali di Borgo Castello e di Palazzo Attems Petzenstein del Servizio Musei e Archivi Storici dell’ERPAC avranno ingresso gratuito.

    4 novembre 1918 - 4 novembre 2018. L’occasione del Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale suggerisce in particolare la visita al Museo della Grande Guerra, dove fotografie, documenti, oggetti e strumenti multimediali rievocano la storia e ricostruiscono la “memoria” della guerra nei suoi riflessi umani e sociali.


    Borgo Castello, 13 - Gorizia (GO)
    Museo della Grande Guerra, Museo della Moda e delle Arti Applicate, Collezione Archeologica e mostra “L’atelier dei fiori. Gli abiti di Roberto Capucci incontrano le immagini di Massimo Gardone”.
    Orario di apertura dalle 9.00 alle 19.00


    Palazzo Attems Petzenstein
    Piazza Edmondo De Amicis, 2 - Gorizia (GO)
    Pinacoteca e mostra “Sogni di latta… e di cartone. Tabelle pubblicitarie italiane 1900-1950”.
    Orario di apertura dalle 10.00 alle 18.00
    Alle 16.00 visita guidata gratuita alla mostra a cura di Musaeus Società Cooperativa.

    Per informazioni:
    Tel: +39 348 1304726
    @: musei.erpac@regione.fvg.it
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  • La Rivoluzione russa. Da Djagilev all’Astrattismo (1898-1922)

    Non una ma almeno sei rivoluzioni hanno trasformato la Russia accompagnandola nel processo di formazione dell'URSS. “La Rivoluzione russa. L'arte da Djagilev all'astrattismo. 1898 – 1922” propone infatti la tesi che siano stati molteplici i momenti di rottura in grado di avvicinare e manifestare contemporaneamente le diversità fra l'Europa e l'impero zarista anche all'indomani della sua caduta. La mostra, ideata da Giuseppe Barbieri e Silvia Burini (docenti del Centro Studi sulle Arti della Russia facente riferimento all'Università di Ca' Foscari) si articola nelle tredici sale del piano nobile di Palazzo Attems Petzenstein. Il percorso è introdotto dalla scenografica proiezione di un filmato curato dallo studio CamerAnebbia di Milano. Grazie anche alla colonna sonora che spazia da Skrjabin a Mosolov passando per l' “Uccello di fuoco” di Stravinskij, si viene catapultati in atmosfere senza tempo attraverso un fitto scorrere di immagini tridimensionali che fanno rimbalzare davanti agli occhi dello spettatore i volti degli zar e di Rasputin, i dipinti di Kandinskij e Rodčenko, la assemblee dei soviet e le parate di Lenin. Il percorso comincia quindi dal 1898 con l'esperienza della rivista “Il mondo dell'arte”, patrocinata dal collezionista e patron delle arti Sergej Djagilev alla cui esperienza di impresario dei Balletti Russi è dedicata la seconda sala. Seguono le sezioni dedicate al Simbolismo e al Neoprimitivismo, rappresentati rispettivamente dalla Rosa azzurra e dal gruppo del Fante di Quadri di cui ha fatto parte per un breve periodo anche Kandinskij, indiscusso protagonista della sala relativa al 1910 con un dipinto che segna una fase interlocutoria dell'autore, ancora in bilico fra figurazione e astrazione. Le Amazzoni scite, artiste che lottarono per affermare un tipo di pittura nuova, dominano la sala dedicata al 1913, dominata dal loro impulso per una pittura che pur facendo riferimento tanto al cubismo picassiano quanto al futurismo, continuava tuttavia a riconoscere l'importanza delle tradizioni locali. Tradizioni che si riverberano anche nella produzione di vassoi di ferro, tazzine, piatti e portacipria che passano agilmente dalla raffigurazione della cerimonia del tè alla sua sostituzione con soggetti di propaganda rivoluzionaria. Manifesti inneggianti la conclusione del regime zarista e l'avanzata dei soviet campeggiano nelle sezioni successive dove attraverso la mordace penna di artisti compiacenti come Vladimir Majakovskij si è condotti fino al nuovo regime, dove il Costruttivismo è andato di pari passo con l'affermarsi di un astrattismo dalle molteplici declinazioni. A metà del percorso di visita, un'ulteriore occasione di approfondimento è offerta dai touch screen consultabili nel salone: articolati in sezioni speculari a quelle della mostra, con l'ausilio della multimedialità i touch screen permettono un approccio trasversale ai temi afforntati dalla mostra spaziando dall'arte alla storia, dal cinema al teatro.
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  • Occidentalismo. Modernità e arte occidentale nei kimono della Collezione Manavello. 1900-1950

    La mostra è visitabile dal 21 novembre 2018 al 17 marzo 2019.

    Il Museo della Moda e delle Arti Applicate di Gorizia del Servizio Musei e Archivi Storici di ERPAC - Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia, propone una mostra interamente dedicata ai kimono. Non kimono qualunque, ma quelli prodotti in Giappone tra il 1900 e gli anni Quaranta, pezzi che riflettono la volontà imperiale di occidentalizzare il Paese.

    Così come, nel secolo precedente, il Giapponismo era deflagrato in tutta Europa, influenzando una parte significativa della produzione artistica, all’inizio del Novecento il gusto occidentale esplode in Giappone. E questa ventata di novità investe anche il capo-simbolo della tradizione: il kimono. Ai motivi tradizionali si affiancano disegni coloratissimi che richiamano, in modo puntuale, il Cubismo, il Futurismo e le altre correnti artistiche europee. C’è anche un singolare kimono che celebra il patto tripartito Roma-Berlino-Tokyo del 1940, dove la bandiera italiana è seminascosta dentro le cuciture mentre il Sol Levante e la svastica campeggiano ovunque.

    Tanto è stato detto e scritto sull’Orientalismo e segnatamente sullo Japonisme, ovvero sull’influenza delle arti giapponesi su quelle europee tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento, ma poco si sa ancora dell’inverso rapporto, ovvero di quel fenomeno complesso e sfaccettato che portò talune arti giapponesi ad assimilare forme e contenuti di matrice schiettamente occidentale: avvenne con la pittura, che interpretò originalmente la lezione prospettica, ed avvenne con i kimono che, più di ogni altra forma d’arte, furono influenzati dal mutamento della società giapponese del tempo trasferendone fedelmente gli effetti sul tessuto, utilizzato alla stregua di una superficie pittorica.

    Tra i pochissimi musei dedicati alla moda presenti sul territorio nazionale, il Museo della Moda di Gorizia è ora anche il primo museo italiano a indagare un particolarissimo settore dell’arte, offrendo al pubblico uno spaccato inedito e sorprendente di storia culturale.
    Il periodo è uno dei più complessi e travagliati della storia giapponese, ovvero quello del passaggio da stato feudale a temuta superpotenza, culminato con il secondo conflitto mondiale.
    Da un punto di vista socio-culturale, il Paese del Sol Levante visse questo lasso di tempo (fine Ottocento/anni Quaranta del Novecento) con un atteggiamento conflittuale, in bilico fra il brivido delle novità provenienti da Oltreoceano ed il rassicurante attaccamento alla tradizione.

    Nell’immaginario collettivo occidentale il kimono rappresenta l’icona stessa del Giappone nella sua veste suadente di raffinatezza ed esotismo. Ma pochi sanno che una cospicua parte dei kimono prodotti entro la prima metà del Novecento, cioè i kimono Meisen, sfugge decisamente a questa categoria, adottando fantasie suggerite dai movimenti d’Avanguardia (si va dalla Secessione viennese alla Scuola di Glasgow, dal Futurismo al Cubismo, dal Divisionismo all’Espressionismo astratto di Jackson Pollock), ispirate a contemporanei fatti di storia oppure ancora alle conquiste tecnologiche, in un eccitante e quanto mai sorprendente caleidoscopio di colori, fantasie, tecniche di decorazione e di tessitura, anche queste ispirate alla produzione tessile occidentale.

    La mostra presenta 40 pezzi, tra kimono e haori (sovrakimono), una selezione particolarmente significativa del contesto illustrato, per far conoscere al pubblico un settore della produzione tessile giapponese fino ad oggi poco esplorato. I capi in mostra sono vesti raffinate, destinate ad un ceto medio-alto, non confezionate per l’esportazione. Potevano essere apprezzate da persone di una certa cultura o anche semplicemente curiose o desiderose di apparire al passo con i tempi. Avevano certo tutte una visione: il loro Paese alla pari con le grandi nazioni del mondo, capace di assimilare le loro conoscenze, i loro costumi ma con l’orgoglio della propria diversità.

    I 40 esemplari esposti, insieme a obi, stampe, illustrazioni e riviste, provengono da una importante collezione italiana, la Collezione Manavello. Tale collezione nel suo complesso è ben più numerosa, includendo capi da uomo, donna e bambino, sia tradizionali che non, oggetti e suppellettili attinenti all’abito e al suo contesto, quali calzature e accessori per capelli, oggetti per la cerimonia del tè, bambole e documentazione cartacea.


    Giorni e orari di apertura:
    Dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00.
    Chiuso il lunedì.

    Biglietto d'ingresso (valido per la visita alla mostra e per tutti i musei con sede in Borgo Castello):
    Biglietto intero: 6€
    Biglietto ridotto: 3€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).
    Biglietto gratuito: insegnanti con scolaresche; accompagnatori turistici o guide; giornalisti; disabili e accompagnatori; tutti la prima domenica del mese.
    Biglietto scolaresche senza visita guidata: 1€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)
    Biglietto scolaresche con visita guidata: 3€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)

    Il biglietto consente l’ingresso alla mostra, al Museo della Moda e delle Arti Applicate, al Museo della Grande Guerra e alla Collezione Archeologica.

    Per chi volesse visitare anche il Palazzo Attems Petzenstein, sede della Pinacoteca, ed eventuali sue mostre, è possibile acquistare un unico biglietto cumulativo: intero 7€, ridotto 4€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).

    Accessibilità:
    La mostra è accessibile ai disabili.

    Prenotazione visite guidate:
    Tel: +39 348 1304726
    @: didatticamusei.erpac@regione.fvg.it
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  • Sergio Altieri. Il colore appassionato. Opere 1949/2018

    Con “Il colore appassionato” Sergio Altieri varca per la prima volta da protagonista assoluto la soglia di Palazzo Attems Petzenstein. Inaugurata venerdì 20 aprile, la mostra – che si configura come la più ampia antologica del pittore caprivese mai realizzata a Gorizia - è stata organizzata dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale (ERPaC) - Musei Provinciali di Gorizia, in collaborazione con la Cassa Rurale FVG nell’ambito del “Progetto Arte” , iniziativa che già negli anni passati ha portato autori di spicco nelle sale della Pinacoteca. L'esposizione, curata dal critico Giancarlo Pauletto, propone al pubblico opere che ripercorrono l'intera carriera del Maestro, dagli esordi sulla scia degli insegnamenti del cormonese Gigi Castellan fino alle sue più recenti realizzazioni. Circa settante le tele che condurranno per mano lo spettatore in un viaggio attraverso i cicli più celebri della sua produzione fra cui spiccano “Case sulla collina”, le ville venete, i “Castelli di Fratta”, le immaginifiche vedute di Venezia, le celebri bambine e gli amanti sull'erba. Attingendo al florido collezionismo privato dell'artista si potranno vedere esposte opere finora inedite che manifestano l'iniziale inclinazione espressionista, il realismo degli anni Cinquanta, le influenze informali dei Sessanta senza perdere mai di vista elementi lirici costanti quali la propensione narrativa, l'amore per la propria terra, la visione sostanzialmente ottimistica dell'esistenza e il colorismo veneto che costituisce la matrice più profonda dell'arte di Altieri. Protagonista di biennali internazionali e di esposizioni di livello nazionale sin dagli anni Cinquanta, Sergio Altieri nasce a Capriva nel 1930 (dove ha tuttora il proprio studio). Sempre in contatto con le vicende artistiche del territorio, si avvicina ben presto al gruppo dei neorealisti friulani (che annovera tra gli altri Anzil, Zigaina, Tavagnacco) e, negli anni Settanta, è tra i fondatori del gruppo internazionale “2XGO”.
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  • Comunicazione - Chiusura della Biblioteca

    Si comunica che mercoledì 16 gennaio 2019 la Biblioteca dei Musei Provinciali di Gorizia sarà chiusa nel suo orario pomeridiano dalle 14.30 alle 17.30 per corso di aggiornamento del personale.


    Giorni e orari di apertura:
    Lunedì, martedì e mercoledì dalle 9.00 alle 13.00
    Lunedì e mercoledì dalle 14.30 alle 17.30
    Chiuso il giovedì e il venerdì

    Servizi offerti:
    - consultazione
    - prestito
    - prestito interbibliotecario
    - fotocopie

    Web:
    - http://polotsa.units.it/AG informazioni e orari della biblioteca
    - https://opac.units.it/SebinaOpac/Opac catalogo collettivo attraverso il portale del Polo SBN Friuli Venezia Giulia
    - https://www.biblioest.it/SebinaOpac/.do#0 catalogo collettivo atrraverso il nuovo portale del POLO SBN FVG "BIBLIO EST"
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  • Guerra e Moda. L'alba della donna moderna

    Un percorso negli anni a cavallo fra Ottocento e Novecento per comprenderne le trasformazioni sociali, culturali e persino politiche attraverso i mutamenti di stile. “Guerra e moda. L'alba della donna moderna” propone infatti un'attenta analisi delle modificazioni intervenute nel modo di vestire e di concepire l'universo femminile in un momento di grandi rivolgimenti storici che hanno coinvolto l'intero scacchiere mondiale. Curata da Raffaella Sgubin in collaborazione con la Kunstbibliothek Staatliche Museen zu Berlin. La mostra si propone come un'affascinante percorso nella storia attraverso gli abiti e gli accessori femminili, sintomatici - nel loro avvicendamento – delle condizioni economiche, sociali e dei rapporti internazionali fra i vari Paesi. Innegabile infatti il doppio filo che lega il movimento delle suffragette all'affermarsi di uno stile più mascolino e pratico rispetto al complicato abbigliamento delle donne benestanti di fine Ottocento, la cui sottomissione è eloquentemente sintetizzata dalla costrizione del corsetto. Impossibile poi non tenere conto delle difficoltà materiali imposte dallo scoppio della Grande Guerra che impone abiti ancor più pratici per le donne impegnate in ruoli di soccorso come le infermiere e le crocerossine, mentre fanno la loro prima comparsa le tute da lavoro femminili per le operaie impiegate nelle industrie di munizioni. Negli anni Venti, prima dei totalitarismi che imporranno un ripristino dei ruoli femminili tradizionali, le donne manifestano un'inedita consapevolezza delle proprie capacità adottando linee di abbigliamento più morbide e tagli di capelli finora inusitati. Per approfondire e sviluppare questi aspetti, a margine della mostra si è tenuto un breve ciclo di conferenze affidate a esperte del settore: “Trasformazioni dell'occupazione femminile italiana tra fine Ottocento e Grande Guerra” curata da Ariella Verrocchio (direttrice scientifica dell'Istituto Livio Saranz); “La guerra, le donne, la moda. Tessuti e riviste” tenuta da Margherita Rosina ed Enrica Morini, storiche del tessile e della moda; “Donne in guerra e voci di donne nella grande guerra” condotta da Marta Verginella, storica e docente di Storia dell'Ottocento e Teoria della Storia all'Università di Lubiana.
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  • Giornata Internazionale dei musei

    In occasione della Giornata Internazionale dei musei, che si svolgerà venerdì 18 maggio 2018, le sedi museali di Borgo Castello e di Palazzo Attems Petzenstein dei Musei Provinciali di Gorizia garantiranno l'ingresso gratuito.
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  • Archivio Storico Provinciale di Gorizia

    Il nucleo documentario dell’Archivio Storico Provinciale di Gorizia è costituito dagli atti relativi al governo dell’antica Contea di Gorizia.

    La documentazione prodotta dall’assemblea degli Stati Provinciali, l’istituto di rappresentanza per ceti a cui in età moderna era delegato il governo della Contea analogamente a quanto avveniva nelle altre Province austriache, è conservata nel fondo Atti degli Stati Provinciali suddiviso in due sezioni. La prima sezione comprende i documenti redatti dal passaggio della Contea agli Asburgo nell’anno 1500 fino alla riorganizzazione centralizzatrice promossa da Maria Teresa nel 1754, la seconda sezione include accanto ai documenti successivi al 1754 anche l’archivio della Contea di Gradisca durante il dominio degli Eggenberg (1647-1717).

    La documentazione prodotta dalla Dieta e dalla Giunta della principesca Contea di Gorizia e Gradisca, organi dell’amministrazione provinciale autonoma sancita nella riorganizzazione delle Terre della corona asburgica del 1861, è raccolta nel fondo Archivio della Rappresentanza Provinciale; qui è presente anche la documentazione del primo dopoguerra fino alla temporanea soppressione della provincia goriziana decretata nel 1923 dal governo italiano.

    Si collega ai fondi provinciali anche l’Archivio dell’i.r. Società Agraria di Gorizia (1765-1914), istituzione definita nei suoi statuti “dicastero tecnico della Provincia”.

    Gli altri fondi presenti nell'Archivio Storico sono invece frutto delle acquisizioni fatte dai Musei goriziani in particolare fra gli ultimi decenni dell'Ottocento e i primi del Novecento.

    Deriva dall’acquisto di archivi familiari il fondo Atti giurisdizionali e privati (secc. XII-XX), in cui sono confluiti in particolare gli archivi dei conti Strassoldo Graffenberg, Mels Colloredo, Coronini di Tolmino e dei principi Orsini-Rosenberg.

    Provengono dagli archivi dei geometri e periti agrimensori goriziani i disegni di rilievo e i progetti conservati nel fondo Mappe censuarie (secc. XVII-XX), complementare a quello delle Carte geografiche e militari (secc. XVI-XX).

    Rari documenti medievali e della prima età moderna, sia pubblici che privati, si trovano nel fondo Pergamene (secc. XII-XX) e nella collezione di documenti cormonesi Pergamene del «Fondo Fratelli Fonda Savio» (aa. 1326-1584).

    L’Archivio Documenti di Storia Patria (secc. XVII-XIX) comprende materiale eterogeneo di carattere storico locale, raccolto a scopo espositivo e museale o frutto di donazioni (fra le più notevoli, quelle in memoria del glottologo Graziadio Isaia Ascoli, del naturalista Giovanni Bolle e di Sofronio Pocarini, esponente del futurismo giuliano). Ha analoga origine anche il fondo che raccoglie i Documenti di guerra 1915-1918.

    Riflettono come poche altre fonti il gusto, la cultura e la vita sociale goriziana l'archivio del Teatro di Società di Gorizia (aa. 1780-1933) e il Fondo Musicale (secc. XVIII-XIX).
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  • Fototeca

    La Fototeca dei Musei Provinciali di Gorizia è nata e si è sviluppata parallelamente alle altre raccolte museali. Già a partire dalla fine dell’Ottocento era presente un certo numero di fotografie, conteggiate allora insieme alle stampe. Un importante contributo all’incremento della Fototeca si ha negli anni Venti del Novecento quando si forma una prima raccolta sistematica grazie soprattutto all’opera di sensibilizzazione di Giovanni Cossar, direttore del “Museo della redenzione”, affinché i privati donassero tutto ciò che avrebbe potuto essere utile per tracciare una storia del Goriziano.

    I soggetti rappresentati sono prevalentemente personaggi, singoli o in gruppo, che hanno attinenza con le vicende locali, cui si aggiungono le vedute della città prima e dopo la prima guerra mondiale e le immagini relative al conflitto.

    I personaggi più indietro nel tempo sono raffigurati in eleganti carte de visite, espressione di studi fotografici locali, ma anche viennesi praghesi e di altre città della Mitteleuropa. Non mancano fotografi italiani e istriani.

    Nel primo dopoguerra sono state acquisite anche immagini che descrivono il territorio, mentre in tempi più recenti sono entrate quelle che raccontano la città e il suo circondario dopo la fine della seconda guerra mondiale con particolare attenzione allo sviluppo urbanistico e architettonico correlato anche alla documentazione dei lavori di competenza dell’amministrazione provinciale. Per quanto riguarda il primo conflitto mondiale a fronte di 1390 negativi si contano, tra stampe d’epoca e successive circa 19.000 positivi. Per gli altri temi, tra i quali ha notevole peso anche la documentazione delle opere di proprietà del museo e, più in generale del patrimonio artistico locale, si contano oltre 9.000 negativi e più di 15.000 positivi; questi ultimi comprendono le diapositive e le cartoline tra le quali spicca una notevole raccolta sul tema della propaganda durante il primo conflitto mondiale. Le cifre non comprendono invece il materiale fotografico dell’archivio Diaz che annovera oltre 4000 fotografie.
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  • Biblioteca

    Quando la Dieta Provinciale, il 17 aprile 1861, decretò la fondazione di un museo destinato “a raccogliere le storiche memorie e i prodotti della natura”, stabilì che in esso sarebbero state riposte anche “le gazzette sin qui pubblicate nella provincia, gli scritti e le opere che trattano della medesima e in genere tutte le opere degli autori indigeni”. La Biblioteca nacque così, come parte integrante del Museo, grazie ad una iniziativa di Ferdinando Gatti che ne fu in seguito il primo direttore.

    Con Enrico Maionica, che resse la biblioteca per oltre vent’anni dal 1882 al 1903, la Biblioteca conobbe un notevole incremento. Vennero acquistate alcune importanti raccolte come quella della famiglia Strassoldo, quella di Tommaso Luciani, studioso albonese, importante figura del Risorgimento, inoltre si arricchì di opere relative alla numismatica e all’archeologia.

    Durante la prima guerra mondiale, a seguito dell’occupazione italiana del 1916, grazie all’interessamento di Ugo Ojetti e di Emilio Mulitsch, la Biblioteca fu trasferita temporaneamente a Firenze. Da lì tornò a Gorizia nel 1919: poco dopo, nel 1920, con un’apposita convenzione, venne unita alla Biblioteca Governativa e alla Civica.

    Come sottolineò Carlo Battisti, nominato direttore della Governativa, la Biblioteca Provinciale, presentava “non solo una buona raccoltina di opere sulla legislazione e sull’amministrazione austriaca, ma anche un’ottima raccolta di storia patria istriana friulana e veneta”, che ben si prestava a rappresentare Gorizia italiana.

    Nel 1940, grazie all’interessamento di Carlo Luigi Bozzi, direttore dei Musei, riprese il suo ruolo di Biblioteca museale acquisendo le pubblicazioni provenienti dal Museo della Redenzione.

    Nel 1983 e poi di nuovo nell’87 due alluvioni provocarono l’allagamento dei locali in cui si conservava la Biblioteca causando gravi danni: una parte delle raccolte andò perduta. Successivamente, dopo vari trasferimenti e operazioni di restauro delle opere più preziose, la Biblioteca venne definitivamente riaperta nei locali di Palazzo Alvarez, insieme all’Archivio Storico Provinciale.

    Proprio perché nata come parte di un complesso che oggi definiremmo “multimediale”, le vicende della Biblioteca e delle sue collezioni sono intrecciate con quelle delle sezioni museali e ne seguono le rispettive tematiche; in particolare conserva alcuni importanti documenti bibliografici provenienti dall’Archivio Storico. La sua storia è ancora tutta da scrivere: per ora si può allora scoprire nei dettagli degli esemplari e negli antichi inventari sopravvissuti.

    Nel 2006 la Biblioteca entra a far parte del Polo SBN dell’Università degli studi di Trieste, raggiungendo una notevole visibilità grazie all’inserimento dei dati nell’OPAC nazionale.

    Nel 2009, grazie ad una convenzione tra la Provincia e l’Istituto per gli incontri culturali mitteleuropei, ICM di Gorizia, accoglie la Biblioteca dello storico austriaco Adam Wandruszka (oltre 5000 volumi e 100 periodici) di rilevante importanza per lo studio della storia e della cultura di tutta l’area centro europea.

    Oggi conta più di 48.000 unità tra volumi e opuscoli e periodici, e intende porsi a servizio delle altre unità museali, mantenendo il tradizionale ruolo di supporto alla ricerca storico-artistica locale.

    Giorni e orari di apertura:
    - dal lunedì al giovedì: dalle 09:00 alle 13:00
    - lunedì e mercoledì: anche dalle 14:30 alle 17:30
    - venerdi: chiuso

    Servizi offerti:
    - c
    onsultazione
    - prestito
    - prestito interbibliotecario
    - fotocopie

    Web:
    - http://polotsa.units.it/AG informazioni e orari della biblioteca
    - https://opac.units.it/SebinaOpac/Opac catalogo collettivo attraverso il portale del Polo SBN Friuli Venezia Giulia
    - https://www.biblioest.it/SebinaOpac/.do#0 catalogo collettivo atrraverso il nuovo portale del POLO SBN FVG "BIBLIO EST"
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  • Collezione Archeologica

    La sezione comprende reperti archeologici provenienti da diverse campagne di scavo condotte nella zona di Gorizia fra la seconda metà dell’Ottocento e gli anni Settanta del Novecento che documentano l’evoluzione culturale del territorio dell’attuale provincia di Gorizia e della Valle dell’Isonzo, dal periodo preistorico fino all’epoca medievale e rinascimentale.

    La prima sala è dedicata al periodo che va dalla fine del Paleolitico alla fine del Neolitico (da 450.000 a 3.000/2.500 anni a. C. circa): sono esposti principalmente manufatti litici che provengono soprattutto da San Lorenzo Isontino, Capriva e Mossa.

    La seconda sala ospita i reperti della Protostoria, un periodo di tempo corrispondente grosso modo agli ultimi due millenni a.C., caratterizzato da una profonda trasformazione culturale delle comunità, essenzialmente legata all’introduzione del metallo. Con l’età del Ferro (I millennio a. C.) la documentazione si arricchisce sia per gli abitati, sia per le necropoli. Per quanto riguarda queste ultime, necropoli del tipo a cremazione sono state individuate in numerose località. Qui è esposta una scelta di materiali di alcune di esse: Santa Lucia di Tolmino (in Slovenia), che è una delle più antiche necropoli dell’area padano-alpina orientale con oltre seimila tombe rinvenute nel corso di diverse campagne di scavo tra il 1880 ed il 1902, Medea e Monte Calvario presso Lucinico.

    Nella terza sala sono esposti manufatti dell’età romana. In quest’epoca si intensificò e perfezionò la produzione di attrezzi ed utensili in ferro legati alla agricoltura, alla pesca, alla lavorazione del legno e all’edilizia. Molte forme raggiunsero allora un tale grado di funzionalità da rimanere sostanzialmente invariate fino ai tempi moderni. Il vetro costituì un altro importante settore dell’artigianato romano, sviluppando tecniche diverse e forme molto varie documentate nella sezione soprattutto dai reperti aquileiesi. Sono presenti anche altre classi di materiali quali la ceramica, le anfore e le lucerne con una ricca tipologia. La testimonianza più rilevante dell’epoca romana nel Goriziano è costituita dai manufatti rinvenuti nella villa rustica di Lucinico.

    La quarta sala è dedicata ai periodi medievale e rinascimentale. L’alto medioevo è rappresentato da un gruppo di armi in ferro e da uno dei manufatti più pregevoli della sezione, la crocetta longobarda, databile alla fine del VI secolo, in lamina d’oro, ornata da un motivo di tre nastri intrecciati, caratterizzati dalla presenza di dettagli animalistici alle estremità.

    Per l’età medievale e rinascimentale è stato scelto, come sito campione, la Rocca di Monfalcone, dove i numerosi reperti attestano una frequentazione dall’epoca preistorica alle età bassomedievale e rinascimentale. A questi ultimi periodi risalgono le belle ceramiche in maiolica arcaica e graffite e dipinte su ingobbio.

    Giorni e orari di apertura:
    Dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00 (chiuso il lunedì)

    Biglietti d'ingresso (biglietto unico per tutti i musei con sede in Borgo Castello):
    Biglietto intero: 6€
    Biglietto ridotto: 3€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).
    Biglietto gratuito: insegnanti con scolaresche; accompagnatori turistici o guide; giornalisti; disabili e accompagnatori; tutti la prima domenica del mese.
    Biglietto scolaresche senza visita guidata: 1€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)
    Biglietto scolaresche con visita guidata: 3€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)

    Il biglietto prevede l’ingresso per la Collezione Archeologica, il Museo della Grande Guerra, il Museo della moda ed eventuali mostre in corso nella stessa sede.

    Per chi volesse visitare anche il Palazzo Attems Petzenstein, sede della Pinacoteca, ed eventuali sue mostre, è possibile acquistare un unico biglietto cumulativo: intero 7€, ridotto 4€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).
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  • Museo della Grande Guerra

    Il Museo della Grande Guerra di Gorizia si sviluppa nel piano seminterrato di due antiche dimore del Borgo Castello ed è articolato in nove sale, dove fotografie, oggetti e interventi multimediali rievocano l’esperienza della guerra e i suoi riflessi umani e sociali. L’allestimento tende soprattutto a far conoscere la quotidianità del vivere durante la guerra; quella del soldato, indipendentemente dalla divisa che indossa, è segnata da sanguinose battaglie, ma anche da lunghi periodi di attesa in trincea qui efficacemente resa in particolar modo dalla riproduzione, a grandezza naturale, di una trincea che i visitatori possono attraversare accompagnati da un sonoro che riproduce l’assordante rumore della guerra con spari, esplosioni e grida.

    L’esperienza dei civili, segnata da altrettanta sofferenza, ha invece il suo fulcro narrativo nella sala dedicata alla città di Gorizia. Qui è descritta la vita quotidiana di una città “in prima linea”, con gli abitanti costretti a rifugiarsi nelle cantine soffrendo per le privazioni, per la paura dei bombardamenti che hanno martellato la città per trenta mesi e sperimentando un clima di sospetto e di tradimento in seguito all’alternarsi degli eserciti nel controllo della città.

    La narrazione degli eventi è concentrata soprattutto sul fronte dell’Isonzo senza perdere di vista però le coordinate generali che permettono di comprendere appieno la portata dell’evento. Altri temi, correlati al concetto di guerra totale, vengono ad aggiungersi nel percorso; vi sono poi quelli più strettamente militari, come l’innovazione tecnologica negli armamenti e, nella sala dedicata al 1917, un approfondimento sui prigionieri di guerra.

    Circa dieci milioni di soldati perirono sui vari fronti della grande guerra. A loro e alla memoria dei caduti di tutti i conflitti è dedicato il primo pensiero all’interno del Museo con un diorama che raffigura il campo di battaglia: un monito ed un invito ad ogni visitatore a considerare con rispetto materiali, oggetti e documenti esposti, per la maggior parte raccolti sul campo o provenienti da donazioni di eredi dei soldati che combatterono sul fronte dell’Isonzo.

    L’approccio didattico ed insieme il coinvolgimento emotivo sono la chiave di interpretazione del percorso museale, visto come strumento di divulgazione della storia e delle principali problematiche sociali concernenti il primo conflitto mondiale. In questo contesto, accanto alla tradizionale “memoria” della guerra, esplicitata attraverso il recupero dei reperti maggiormente significativi dei precedenti allestimenti, è presente un impianto divulgativo volto a fornire alcune generali, indispensabili informazioni.

    Uno spazio espositivo poi è dedicato ai vecchi allestimenti, in particolare a quelli del 1924 e del 1938 con un richiamo anche alla funzione e al ruolo che hanno avuto le donazioni nella nascita e nello sviluppo del museo goriziano.

    Giorni e orari di apertura:
    Dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00 (chiuso il lunedì)

    Biglietti d'ingresso (biglietto unico per tutti i musei con sede in Borgo Castello):
    Biglietto intero: 6€
    Biglietto ridotto: 3€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).
    Biglietto gratuito: insegnanti con scolaresche; accompagnatori turistici o guide; giornalisti; disabili e accompagnatori; tutti la prima domenica del mese.
    Biglietto scolaresche senza visita guidata: 1€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)
    Biglietto scolaresche con visita guidata: 3€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)

    Il biglietto prevede l’ingresso per il Museo della Grande Guerra, il Museo della moda, la Collezione Archeologica ed eventuali mostre in corso nella stessa sede.

    Per chi volesse visitare anche il Palazzo Attems Petzenstein, sede della Pinacoteca, ed eventuali sue mostre, è possibile acquistare un unico biglietto cumulativo: intero 7€, ridotto 4€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).

    Informazioni per visite guidate:
    didatticamusei.erpac@regione.fvg.it

    Accessibilità:
    Parziale, sono presenti barriere architettoniche
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  • Museo della moda e delle arti applicate

    Nato nel 1999 in seno ai Musei Provinciali di Gorizia, il Museo della Moda e delle Arti Applicate rappresenta una delle pochissime istituzioni museali italiane dedicate organicamente alla storia del tessile e del costume.

    Il percorso espositivo, che si snoda tra le Case Dornberg, Tasso e Formentini, si apre con una sezione dedicata alla produzione, lavorazione e tessitura della seta, attività che nel Goriziano, parte dell’Impero asburgico fino al 1918, rivestirono grande importanza, soprattutto nel Settecento, grazie all’impulso impresso dagli imperatori Maria Teresa e Giuseppe II. Nel Goriziano si tessevano tessuti serici semplici e di ottima qualità, come taffetas e gros de Tours, ma anche piccoli operati e splendidi damaschi. Il racconto di questa pagina di storia è affidato a campioni tessili e macchinari, tra cui spicca il monumentale torcitoio circolare da seta settecentesco.

    La parte centrale del percorso espositivo è organizzata in modo da suscitare nel visitatore la suggestione di immergersi nella Belle Époque e di passeggiare nelle strade di una cittadina centroeuropea, ammirando le vetrine scintillanti dei negozi o sbirciando all’interno dei laboratori artigiani. L’effetto si fa a tratti immersivo grazie all’installazione multimediale che ci porta dalle strade di Gorizia ad ammirare le occasioni di eleganza nelle capitali, percorrendo viali e parchi viennesi, visitando l’Esposizione universale di Parigi del 1900 o assistendo al defilé di alti dignitari e dame di corte asburgici calati a Trieste nel 1911 in occasione del varo della corazzata “Viribus Unitis”. La moda di inizi Novecento richiede ricchi guardaroba per far fronte ai frequenti cambi d’abito che la vita di società impone, più frequenti per la donna, più contenuti per l’uomo: le vetrine del museo, con la loro varietà di accessori, biancheria e dettagli di moda, ne offrono un quadro eloquente.

    È però l’ornamento il protagonista del percorso espositivo, con gli splendidi merletti delle Madri Orsoline, con i gioielli contestualizzati da un’accurata scelta di dipinti, ma soprattutto con una intera sezione denominata “L’ornamento scintillante”, allestita come un teatro, con tanto di palcoscenico, palchi e installazioni multimediali. Va in scena lo spettacolo dell’eleganza degli abiti da sera, dalla fine del Settecento ai ruggenti Anni Venti. Cambiano le fogge, ma il filo conduttore della sezione è costituito dai vari espedienti per fare brillare le vesti, di volta in volta al chiarore delle candele, dei lumi a petrolio, a gas o, infine, della luce elettrica: paillettes, strass, perline di vetro e filati metallici. Tra gli abiti più spettacolari spiccano quelli confezionati dalla maison parigina delle sorelle Callot e quelli appartenuti a Margaret Stonborough Wittgenstein, mecenate ed esponente di una famiglia tra le più in vista dell’élite culturale ed economica viennese.

    Giorni e orari di apertura:
    Dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00 (chiuso il lunedì)

    Biglietti d'ingresso (biglietto unico per tutti i musei con sede in Borgo Castello):
    Biglietto intero: 6€
    Biglietto ridotto: 3€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).
    Biglietto gratuito: insegnanti con scolaresche; accompagnatori turistici o guide; giornalisti; disabili e accompagnatori; tutti la prima domenica del mese.
    Biglietto scolaresche senza visita guidata: 1€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)
    Biglietto scolaresche con visita guidata: 3€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)

    Il biglietto prevede l’ingresso per il Museo della moda, il Museo della Grande Guerra, la Collezione Archeologica ed eventuali mostre in corso nella stessa sede.

    Per chi volesse visitare anche il Palazzo Attems Petzenstein, sede della Pinacoteca, ed eventuali sue mostre, è possibile acquistare un unico biglietto cumulativo: intero 7€, ridotto 4€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).
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  • Palazzo Attems Petzenstein - Pinacoteca

    Palazzo Attems Petzenstein, sede della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, è stato ultimato nella sua veste rococò nel 1750 su commissione del conte Sigismondo d’Attems Petzenstein. Al 1780 dovrebbero invece risalire le due stanze affrescate dal cividalese Francesco Chiarottini (1748-1796), tra le quali si distinguono le invenzioni di soggetto archeologico dipinte nella Stanza delle Metamorfosi di Ovidio così chiamata per il soggetto degli stucchi che ornano il soffitto. Il palazzo custodisce anche un giardino all’italiana che accoglie il lapidario e al centro la Fontana dell’Ercole realizzata dopo il 1769 su disegno di Nicolò Pacassi (1716-1790), architetto di corte di Maria Teresa d’Asburgo.

    Il palazzo è sede dei Musei Provinciali di Gorizia dal 1900 e oggi ospita spazi dedicati a mostre temporanee e al piano nobile la Pinacoteca. Gli ambienti accolgono quasi cento pezzi tra dipinti, disegni, incisioni e sculture che si snodano in un percorso cronologico dalla metà del Settecento alla metà del Novecento. Il salone d’onore, sul quale regnano gli Dei dell’Olimpo di Antonio Paroli, ospita pure la monumentale Pala Attems (1758) del veronese Giambettino Cignaroli (1706-1770), anch’essa commissionata dal conte Sigismondo. Importante la collezione di opere di Giuseppe Tominz (1790-1866), il più celebre e celebrato ritrattista goriziano, del quale i musei conservano l’Autoritratto con il fratello Francesco (1818 ca.) vero e proprio manifesto della poetica tominziana. La Pinacoteca vanta anche una collezione permanente di Josef Maria Auchentaller (1865-1949), artista e designer versatile, rappresentante della Secessione viennese e sodale di Klimt, che ai primi del Novecento abbandonò Vienna per Grado assecondando le ambizioni imprenditoriali della moglie Emma Scheid. Di rilevante interesse anche le firme degli artisti della prima metà del Novecento: di Italico Brass, Gino de Finetti e Edoardo Del Neri, di Luigi Spazzapan, Veno Pilon e Ivan Čargo, dei futuristi Soforonio Pocarini, Tullio Crali, Raoul Cenisi e Rudolf Saxida, di Avgust Cernigoj, di Vittorio Bolaffio, di Giannino Marchig, degli scultori Marcello Mascherini, Ferruccio Patuna, Mario Sartori, Ugo Carrà e France Gorše, di Giorgio Carmelich e Arturo Nathan sino ad Anton Zoran Music, artista goriziano conosciuto a livello mondiale per i suoi Cavallini dalmati e il ciclo Non siamo gli ultimi.

    Giorni e orari di apertura:
    Dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 (chiuso il lunedì)

    Biglietti d'ingresso:
    Biglietto intero: 6€
    Biglietto ridotto: 3€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).
    Biglietto gratuito: insegnanti con scolaresche; accompagnatori turistici o guide; giornalisti; disabili e accompagnatori; tutti la prima domenica del mese.
    Biglietto scolaresche senza visita guidata: 1€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)
    Biglietto scolaresche con visita guidata: 3€ procapite (insegnanti accompagnatori ingresso gratuito)

    Il biglietto prevede l’ingresso alla Pinacoteca e ad eventuali mostre in corso nella stessa sede.

    Per chi volesse visitare anche i musei di Borgo Castello (Museo della Grande Guerra, Museo della moda, Collezione Archeologica) ed eventuali mostre, è possibile acquistare un unico biglietto cumulativo: intero 7€, ridotto 4€ (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni).

    Accessibilità:
    il museo è accessibile ai disabili
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