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Pausig Venuto. Danubius umbratilis

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Luogo
Musei Provinciali di Gorizia, Palazzo Attems Petzenstein
room
Indirizzo
Piazza Edmondo De Amicis, 2 - Gorizia (GO)
event
Date
8 settembre – 15 ottobre 2017
person
Organizzatore
ERPAC - Servizio Musei e Archivi storici

infoDescrizione

Il fiume può essere confine. Il fiume può essere tangenza. Il fiume può essere anche storia. Il racconto dei popoli che hanno abitato sulle sue sponde e che per vari motivi sono entrati in contatto o hanno viceversa tentato di preservare le loro tipicità. È questo il sottotesto, estremamente attuale, di “Danubius Umbratilis” la mostra organizzata da Erpac e ospitata nelle sale al pianterreno di Palazzo Attems. L'esposizione ispirata alla raccolta di racconti "Danubio" di Claudio Magris, propone un confronto fra le parole dello scrittore e la loro diversa interpretazione da parte di due artisti. Da una parte le carte intelate realizzate a tecnica mista da Gian Carlo Venuto manifestano la pacatezza e la razionalità della civiltà latina mentre con i suoi riferimenti tratti dall’art deco, dal fauvismo e dall’arte giapponese Sergio Pausig compone lussureggianti composizioni vegetali che propongono un vitalismo allusivo alla “barbarie”. Interrogarsi sul senso del confine, sull'innocenza o la follia di muri e valli, sulla necessità o ineluttabilità di un dialogo fra civiltà sono i quesiti che si pone Magris, le cui parole fanno da sfondo al lavoro dei due artisti, sviluppato attraverso calcografie, disegni, dipinti. Le immagini propongono un serrato confronto fra l'urgere della storia e una memoria sepolta, con sullo sfondo le rovine di Carnuntum, centro in cui l'imperatore Marco Aurelio ha scritto più di 1800 anni fa il secondo libro dei suoi "Colloqui". Nelle opere di Venuto (artista attivo a Gorizzo, frazione di Camino al Tagliamento, e Milano, dove insegna Decorazione all'Accademia di Brera) si possono riconoscere citazioni dagli affreschi pompeiani, dalle pitture catacombali e un recupero raffinato delle sinopie. L'inconscio e la barbarie, evocativamente sintetizzate nel reiterarsi di un albero della vita talmente rigoglioso da trascendere i bordi del dipinto trovano invece espressione nelle carte di Venuto, pittore goriziano che vive tra Venezia e Palermo, dove è titolare della Cattedra di Decorazione all'Accademia di Belle Arti, coordinatore del Corso di Progettazione della moda.

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