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#coronanonsolovirus - III puntata

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"Corona: non solo virus"
La corona imperiale austriaca

Prosegue la nostra rubrica che cerca di alleggerire la tensione di questi giorni mostrando tutti gli usi del termine “corona”, escluse le patologie infettive. Ma anche un modo per evidenziare la ricchezza della lingua italiana.

La corona dell’imperatore Rodolfo II (1576–1612), o “corona imperiale austriaca”, è custodita nella Schatzkammer di Vienna. È denominata anche “mitra” per il fatto che nel cerchio della corona è applicata una sorta di mitra vescovile in oro e smalti, riccamente decorata, metafora della eccezionale posizione spirituale dell’imperatore. Il tutto è sormontato da un archetto molto simile a quello della corona imperiale (del Sacro Romano Impero) e culmina con uno zaffiro di una varietà presente solo in Kashmir. La triplice struttura della corona (cerchio gigliato, archetto e mitra) e la scelta delle pietre preziose (diamanti, perle, rubini, zaffiro) sono dense di significati simbolici.

Realizzata a Praga nel 1602 per l’imperatore Rodolfo II dall’orafo Jan Vermeyen, con le generazioni successive fu utilizzata come corona della Casa d’Asburgo. A partire dalla sua fondazione nel 1804, divenne la corona ufficiale dell’Impero d’Austria fino alla sua dissoluzione nel 1918.

Nessun sovrano venne incoronato con questa corona, ma come simbolo della dinastia e dello Stato la troviamo con valore araldico su edifici, opere d’arte, opere della tecnica, uniformi e medaglie.
Questa corona imperiale diede il nome anche all’ultima moneta austro-ungarica.

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