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#coronanonsolovirus - V puntata

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"Corona: non solo virus"
Il tappo

Prosegue la nostra rubrica che cerca di alleggerire la tensione di questi giorni mostrando tutti gli usi del termine “corona”, escluse le patologie infettive. Ma anche un modo per evidenziare la ricchezza della lingua italiana.

Il tappo a corona, fortunata invenzione di William Painter, fu brevettato il 2 febbraio del 1892 a Baltimora e utilizzato esclusivamente dalla Crown Cork and Seal Company fino al 1911. Era un oggetto metallico semplice ed economico da produrre, con un bordo ondulato a forma di corona rovesciata che gli valse il nome di “tappo a corona”. In origine era rivestito al suo interno da un sottile disco di sughero, a sua volta ricoperto da una pellicola speciale che sigillava il contenuto della bottiglia, evitando il contatto diretto con il metallo. Successivamente il sughero è stato sostituito dalla plastica.

In decenni passati gli interni dei tappi a corona venivano personalizzati con immagini di famosi atleti e utilizzati dai bambini per il “gioco della pista”. L’esterno rappresenta invece sempre più elemento caratteristico di riconoscibilità per i diversi brand di birre e altre bevande, che gareggiano per bellezza dei rispettivi logotipi. Intorno ai tappi a corona si è sviluppato un appassionato collezionismo.

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