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#coronanonsolovirus - VI puntata

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"Corona: non solo virus"
La corona ungherese di Santo Stefano

Un'altra puntata della nostra rubrica sulle diverse accezioni e declinazioni del termine "corona".

La corona più nobile degli Asburgo era la corona ungherese di Santo Stefano, corona di un regno sovrano non soggetto al Sacro Romano Impero.

Secondo la leggenda, la corona fu inviata dal papa Silvestro II al primo re di Ungheria, Stefano (István), che - morto nel 1038 - fu canonizzato nel 1083. In realtà il manufatto, conservato nel palazzo del Parlamento di Budapest, consta di due parti distinte, che differiscono tra loro per epoca e stile.

La parte inferiore, opera di oreficeria bizantina dell’XI secolo, si compone di una fascia d'oro ornata da placchette di smalti cloisonné con Cristo Pantocrator, gli arcangeli Michele e Gabriele, i santi guerrieri Giorgio e Demetrio, i santi medici Cosma e Damiano e, sul retro, tre personaggi storici: l’imperatore Michele VII Dukas (1071-1078), il co-imperatore Costantino Porfirogenito e il re d'Ungheria Géza I (1074-1077).
La parte superiore della corona, risalente al XII secolo, è una calotta cruciforme. La crocetta d'oro che sormonta il tutto è un'aggiunta del XVI secolo e deve la sua caratteristica inclinazione ad una caduta.

La corona entrò probabilmente in uso per incoronare i re d'Ungheria con Bela III.
Le incoronazioni reali ungheresi erano cerimonie particolarmente solenni, perché costituivano veri e propri atti di legittimazione. Le ultime lasciarono un segno particolare nella memoria dei contemporanei: l’incoronazione di Francesco Giuseppe nel 1867, a causa della contemporanea incoronazione della moglie Elisabetta che in Ungheria era venerata in modo particolare, e quella dell’ultimo sovrano d’Asburgo, Carlo, e di sua moglie Zita nel 1916.

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