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#coronanonsolovirus - XVI puntata

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"Corona: non solo virus"
Le Corone di Karen Blixen

Un'altra puntata della nostra rubrica sulle diverse accezioni e declinazioni del termine "corona".

La prima delle Corone in questione è una piccola macchina da scrivere portatile, l’americana Corona inventata da Otto Pettermann nel 1912, per l’epoca una vera novità, su cui Karen Blixen scrisse i suoi celebri racconti.

Nata nel 1885 a Rungsted, a una ventina di chilometri da Copenhagen, Karen Dinesen compì la sua formazione di studi d’arte tra Copenhagen, Parigi e Roma. Nel 1914 sposò il barone Bror von Blixen-Finecke, intraprendendo la gestione di una piantagione di caffè in Kenya. Si aprì un ventennio di intenso amore per l’Africa, destinato a fornire materia prima per la successiva produzione letteraria. Il marito Bror si rivelò pessimo amministratore della piantagione e infedele, trasmettendo alla moglie la sifilide. A 46 anni Karen Blixen rientrò a Rungsted malata, divorziata, economicamente rovinata e inseguita dalla nostalgia dell’amato Kenya. Per combattere la depressione riprese la scrittura, che già aveva coltivato in anni giovanili, in un ufficio ricavato nella dimora di famiglia, in mezzo ai suoi libri e ai souvenir africani. Ogni mattina, al ritorno dalla passeggiata sul lungomare, si metteva al lavoro sulla sua macchina da scrivere Corona, acquistata a Nairobi. Videro così la luce le “Sette storie gotiche” e il suo capolavoro, “La mia Africa” che, nella trasposizione cinematografica di Sidney Pollack, divenne un successo mondiale.

Il volto di Karen Blixen è effigiato sulla banconota da 50 Corone danesi. Come dire, da Corona a Corona…

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