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#coronanonsolovirus - XVIII puntata

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"Corona: non solo virus"
La corona di Luigi XV di Francia

Un'altra puntata della nostra rubrica sulle diverse accezioni e declinazioni del termine "corona".

L'unico pezzo superstite dei regalia francesi risalenti all'Ancien Régime è la corona personale di Luigi XV (1710-1774), detto il “Benamato”, realizzata nel 1722 dagli orefici Auguste Duflos e Claude Rondé. Tanto la corona quanto la sua gemma più famosa vantano una storia alquanto avventurosa.

In un’epoca in cui i sovrani francesi portavano corone di oro massiccio ma non ulteriormente arricchite da pietre preziose, nel 1722, in occasione dell’incoronazione del sovrano-bambino Luigi XV appena dodicenne, il reggente, Filippo II d'Orléans, commissionò all'orafo Augustin Duflot una corona dalla struttura ariosa ed impreziosita da un gran numero di gemme, su disegno del gioielliere di corte Laurent Rondé. A tal fine furono utilizzati i leggendari diamanti della collezione del Cardinale Mazzarino, altri 282 diamanti, 64 pietre di colore (zaffiri, rubini, smeraldi e topazi) e 230 perle.

Preziosissimo tra le gemme preziose, spiccava il celeberrimo diamante “Reggente”, fissato nella parte anteriore della corona.
Celebre per la sua bellezza e i suoi 140,5 carati, il “Reggente” deve il suo nome al primo proprietario francese, Filippo II d’Orleans, reggente del regno di Francia dal 1715 al 1723, fino alla maggiore età di Luigi XV (peraltro dichiarato maggiorenne a 13 anni). Filippo l’acquistò da Thomas Pitt, governatore della provincia di Madras, in India.

Proprio da una miniera del sud dell’India, nella regione della Golconda, pare provenisse il diamante grezzo, ritrovato, secondo la leggenda, da uno schiavo che lo trafugò e fu ucciso dal capitano inglese a cui voleva venderlo. Il diamante fu venduto a Thomas Pitt, che lo fece tagliare a Londra ricavandone un diamante con taglio a brillante di eccezionale bellezza, battezzato “Pitt” e altri diamanti più piccoli, che furono ceduti allo zar di Russia Pietro il Grande. Filippo d’Orleans acquistò invece il “Pitt”nel 1717.

Incastonato nella corona nel 1722, il ”Reggente” divenne il diamante dei re di Francia. I rivoluzionari lo ribattezzarono “Diamante del tiranno”, lo confiscarono ed esposero nel “GardeMeuble National” nel 1791, ove fu rubato nel 1792, per poi essere ritrovato un anno dopo nascosto in una trave di un palazzo dell’Avenue Montaigne.

Tutte le corone di Francia furono perse, rubate o distrutte durante la Rivoluzione francese, mentre la corona di Luigi XV fu l'unica sopravvissuta. Il “Reggente” fu incastonato nell’elsa della spada di Napoleone e, alla caduta dell’impero, Maria Luisa d’Austria lo portò con sé. Restituito alla Francia nel 1818, fu successivamente incastonato nella corona dell’imperatrice Eugenia.

Nel 1885 la Terza Repubblica francese decise di vendere all’asta le pietre preziose incastonate nella corona di Luigi XV, mentre la struttura venne risparmiata, quale testimonianza storica, sostituendovi le gemme originali con copie di vetro. Il “Reggente” fu nascosto durante la seconda guerra mondiale nell’intonaco dietro un caminetto di marmo nel castello di Chambord. Dalla fine del XIX secolo appartiene al Museo del Louvre, ove si trova ancor oggi esposto, come anche la corona di Luigi XV, nella Galleria d’Apollo.

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